A definirne il respiro globale è stata la presenza di buyer e operatori provenienti da numerosi Paesi, con una partecipazione che si è concentrata sull’Italia affiancata da una forte rappresentanza europea — tra cui Spagna, Germania, Francia, Olanda, Austria, Svizzera e Portogallo — e da mercati extraeuropei come Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia e Puerto Rico, insieme a realtà come Grecia, Slovenia, Ungheria, Cipro e San Marino. Una geografia ampia e articolata che conferma la capacità della manifestazione di costruire connessioni tra mercati diversi e di consolidare il proprio ruolo di hub internazionale.
A scandire il ritmo delle giornate è stato anche il ritorno delle sfilate, che hanno riportato al centro la dimensione narrativa del bridal, trasformando le collezioni in racconto e offrendo una lettura immediata delle nuove sensibilità estetiche.